Red Bull-Bora-hansgrohe, Giulio Pellizzari torna sul suo Giro d’Italia: “Ho preso un bello schiaffo in faccia che però mi verrà utile in futuro”

Dopo la delusione al Giro d’Italia, Giulio Pellizzari è tornato con buone sensazioni al Giro di Slovenia e domani sarà al via dei Campionati Italiani 2026. Il marchigiano ha chiuso la Corsa Rosa con un bilancio sicuramente al di sotto delle aspettative, ma anche fortemente condizionato da problemi fisici, da cui non ha più avuto la forza, anche mentale, per recuperare nella terza settimana. Il corridore della Red Bull-Bora-Hansgrohe ha però trovato subito brillantezza in Slovenia, con una prova di carattere alle spalle del compagno di squadra Florian Lipowitz. Un’iniezione di fiducia in vista della seconda parte di stagione, in cui il programma non prevede altri Grandi Giri, ma principalmente le classiche italiane, con la possibilità anche di correre il Mondiale con la maglia azzurra.

Durante un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Pellizzari è tornato sulla sua performance al Giro e su come sia stato un’esperienza formativa: “La considero una lezione, un modo per imparare. Ho preso un bello schiaffo in faccia che però mi verrà utile in futuro. Il risultato non è arrivato, ma ho tanta esperienza in più”. Toni diversi rispetto a quel “ora brucio tutti i numeri e le maglie” dopo l’arrivo a Roma, che ora commenta con “stavo scherzando, se vede le immagini in cui lo dico… si capisce chiaramente, mi ero messo anche a ridere. Qualche ‘giornaletto’ lo ha preso sul serio, forse per fare un po’ di polemica lo ha ripreso”.

Il piazzamento al Giro di Slovenia è stato importante per “ritrovare quelle belle sensazioni in bici che al Giro non ho più avuto a iniziare dalla tappa nove, quella di Corno alle Scale. Con ‘Lipo’ ci siamo divertiti, sono contento di com’è andata”. Inoltre questo risultato conferma la sua propensione per le brevi corse a tappe: “Aver trovato una certa continuità, una delle cose che chiedevo a questa stagione. Essere presente. È stato il miglior modo per andare in vacanza, ora, e poi riprendere sereni per fare una bella seconda parte di stagione”.

Una seconda parte di stagione in cui il focus sarà quindi sulle corse italiane: “Non farò altri grandi giri. San Sebastian e Vuelta Burgos ad agosto. Diverse gare in Italia di un giorno a settembre, tra cui Larciano, Coppa Sabatini e Memorial Pantani. Spero il Mondiale, punto interrogativo sull’Europeo, chiusura con il Lombardia”. Il Tour de France invece lo guarderà come appassionato, anche se il verdetto sembra già scontato: “Non so se per la vittoria finale, visto come va Pogacar, il discorso sia aperto. Ma per gli altri sul podio sì e conto che i miei compagni, a cominciare da Evenepoel e Lipowitz, si facciano valere”.

Infine il marchigiano rifiuta l’ipotesi secondo cui la sua prestazione deludente al Giro sarebbe stata causata da una preparazione sbagliata, essendo andato in forma troppo presto con la vittoria al Tour of the Alps: “Non credo, in realtà. Nessuno di quelli che hanno lottato per il successo all’Alps erano al cento per cento. E nemmeno io, lo vedevo dai dati e dai numeri che avevo. Non erano certo dei migliori. Al Giro, invece, stavo crescendo e poi è successo quello che è successo. Non ho più recuperato, e basta”.

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